Vesele tačke tudi v tujini!
Konec junija je izšlo glasilo italijanskega kluba rodezijskih grebenarjev (http://www.rrci.it/) in ko so me poprosili za članek, sem povabilo z veseljem sprejela. Povabili so me tudi k dolgoročnemu sodelovanju na temo vzgoje in vzgojnih problemov psov, česar sem se še posebej razveselila, saj je to posebno priznanje mojemu delu, ki se s tem širi tudi izven slovenskih meja. Če vam znanje italijanskega jezika ni tuje, si lahko preberete članek:
I MIEI INCONTRI CON IL RHODESIAN RIDGEBACK (v italijanščini)
Se chiediamo ai proprietari dei rhodesian ridgeback: »Cos`è che vi ha atratto per primo nel scegliere questa razza?«
La maggior parte di essi vi risponderà: » La sua bellezza, la sua eleganza.«
Anch`io sono, o meglio ero, una di loro. Certamente il ridgeback non è però solo quello e se possiamo dire, che l`innamoramento è avvenuto ammirando questa sua armonia esteriore, il vero amore nascerà solo conoscendo e apprezzando il suo interiore, cioè il suo carattere. Non voglio cantare lodi pero – per trarre il meglio dal rhodesian ridgeback dobbiamo lavorare molto. Si tratta infatti di una razza molto impegnativa e sicuramente poco adatta a chi non abbia tempo e voglia di dedicarsi alla sua educazione intensamente, almeno nei primi due anni della sua vita.
Un ridgeback! Si, ma dove trovarlo?
Mi sono innamorata del ridgeback neanche vedendolo dal vivo. Il primo contatto è stata una bellissima foto in un libro di razze canine. Cercavo una razza sportiva, che mi potesse accompagnare a fare lunghe gite in montagna e che non necesitasse di cure speciali nel fatto di toelettatura. Questo era molto importante, poiché dopo aver allevato schnauzer per quasi vent`anni, ne avevo veramente abbastanza di macchinette e forbici. Un altro criterio non meno importante era, che il cane vivesse bene in appartamento, a stretto contatto e come membro della famiglia. Mi ricordo ancora oggi, uno dei miei primi commenti sul rhodesian ridgeback. Quando un collega veterinario mi aveva chiesto: »Ma senti, questo ridgeback, che cane è?«
Ed io, molto superficialmente, gli ho risposto: »Più o meno come un labrador solo con le gambe più lunghe.«
Oggi so, di non aver potuto dire una cosa più insensata e rincontrando lo stesso collega molti anni dopo, già con una ridgeback al mio fianco, ho negato, naturamente, di aver mai detto una cosa simile. Per fortuna che sono passati da allora quasi 10 anni e nemmeno lui era certo di averlo sentito da me. Scherzi a parte – sapere qualcosa sul ridgeback a quei tempi non era certo facile. Se ne incontravano pochissimi in Slovenia, dove vivo. Alle esposizioni maggiori se ne potevano occasionalmente vedere uno o due venuti dall`estero, così è stato proprio li che ho incontrato i primi due ridgeback dal vivo. Erano entrambi altezzosi e disinteressati, del resto come la loro proprietaria, che ha ricambiato il mio saluto a malapena. Me ne sono andata con una strana sensazione, ma ancora più determinata a conoscere questa razza così rara. Dopo anni navigando in internet, cercare i ridgeback alle esposizioni o altrove, finalmente, due anni fa, anch`io ho potuto aggiungere alla nostra famiglia un nuovo membro – una femmina di rhodesian ridgeback di nome Thandiwe. Da allora il mondo ha veramente preso una piega diversa e gli incontri con diversi ridgeback, in passato così rari e cercati, sono oggi quasi all`ordine del giorno. Sono stati questi incontri, andettoti che abbiamo vissuto, che mi hanno fatto amare ancora di più questo stupendo cane.
Bello certamente, e l`intelligenza?
È da non crederci, quanto un rhodesian ridgeback impara velocemente. Anche se si tratta di una razza notoriamente »silenziosa«, ho insegnato a Thandiwe di abbaiare a comando in soli tre tentativi, senza mai doverlo ripetere. Lo stesso è valso per gli altri comandi. È tutta un`altra storia però pretendere da un ridgeback di ripetere lo stesso esercizio nell`infinito su un campo cinofilo. Sarà anche questa la ragione, che praticamente non se ne trovano ai campionati di obbedienza. Con Thandiwe abbiamo affrontato l`esame quando lei aveva già quasi due anni. Prima non c`era tempo di andare al corso, ma è già il primo giorno che ci siamo fatte onore – Thandiwe eseguiva gli esercizi come se li facesse da sempre. Ha avuto qualcosa a che fare con questo, che abbaimo fatto sì le lezioni solo a casa, siamo però riusciti a capire il »concetto dell`imparare«. Comunque non tutto è andato liscio. Non potrei aver scelto un periodo più inadatto: autunno, con esame a dicembre! Con il freddo è cominciata anche la stagione di pioggia. Cosa c`è di peggiore per un ridgeback ripetere gli stessi esercizi tutto il tempo? Ripetere gli stessi esercizi sotto la pioggia! Se si aggiunge anche l`impazienza del proprietario e la sua insistenza di forzare il cane nell`eseguire l`esercizio, il risultato puo essere solo un disastro completo. Questo l`ho provato sulla mia pelle, anzi su quella di Thandiwe. La lezione è appena cominciata, quando ha iniziato a piovere. Thandiwe ha cominciato a ribellarsi e io l`ho tirata dicendo: » Piede!«
Ha cambiato espressione in un istante. Si è posizionata diamentralmente dal richiesto, usando tutta la distanza che il gunzaglio le permetteva, guardandomi con uno sguardo giudizioso. Ho provato ancora a tirarla con più fermezza, ma non c`era modo di farle cambiare idea. Non ho potuto pero dargliela vinta. Così abbiamo fatto un compromesso: siamo rimaste fino alla fine della lezione, però abbiamo giocato con la pallina preferita tutto il tempo. C`era però un`altro esercizio che con l`avanzare dell`inverno si faceva più difficile: il »terra«. Mentre tutti i pastori tedeschi se ne stavano sdraiati a terra senza problemi per 15 minuti, Thandiwe teneva i gomiti e la pancia ben lontano dal suolo freddo. Arrivati alla notte prima dell`esame, ha cominciato a piovere di nuovo a dirotto e non ha smesso neanche la mattina. Ricordandomi bene dell`unica »lezione« che ci è capitata sotto la pioggia, ero sicura, che non ce l`avremmo fatta. A mia sorpresa però non solo abbiamo passato l`esame, ma Thandiwe ha persino fatto, a suo modo, sempre con gomiti e pancia rialzati dall`erba bagnata, il »terra« per 15 minuti! Era come se sentisse che quel giorno era particolarmente importante. E anche se il giudice ci ha detto: »Voi due dovete mettervi d`accordo, cos`è il terra e cosa il seduto,« ero orgogliosissima della mia signorina africana, perchè sapevo che per lei, questo rappresentava uno sforzo particolare.
Parlandone con un`amica, anche lei proprietaria di una ridgeback, mi aveva raccontato un episodio simile. L`istruttrice ha messo con gentilezza, ma pur sempre contro volontà la sua ridgeback a terra sul terreno freddo e umido. Fino alla primavera sucessiva, la ridgeback non si e mai piu sdraiata a terra! Con gentilezza però oggi hanno recuperato pienamente.
Non credo qualcuno conosca un ridgeback, a cui piaccia la pioggia. Conosco però una femmina ridgeback, che ha imparato, o meglio, insegnato al suo padrone di tenerle l`ombrello. Badando bene, a non mettere le estremità fuori dal riparo dell`ombrello, cammina »piede« alla perfezione. Magari dovremmo includere questa tecnica di insegnamento nel corso di obbedienza per i ridgeback. Sicuramente oterremmo ottimi risultati.
Niente paura, siamo ridgeback!
Ci sono delle teorie scentifiche, che dicono che più un essere vivente è intelligente, prima si spaventerà in situazioni potenzialmente pericolose. Dovendo questo al fatto, che uno che è intelligente, prevede più scenari diversi che potrebbero risultare in tragedia. E così è anche più attento e diffidente. Consolandomi con questa teoria ed accettando il fatto, che il detto che il rhodesian ridgeback non ha paura di niente e di nessuno sia solo una leggenda, ecco un episodio successo un giorno d`inverno. Ci siamo recati con Taiwo, la sorellina di Thandiwe su una collina, dove ci andiamo di frequente. C`è poca gente, e loro possono correre e giocare a volontà. Di solito non le lasciamo mai di vista, ma quel giorno, solo pochi passi dalla meta, una chiazza di neve dove il bosco termina, le abbiamo lasciate avanzare. Dopo qualche secondo, abbiamo sentito un abbaiare sconcertato, tipo »punti di domanda« e correndo anzi scappando sono ritornate da noi a rifuggiarsi. Non ci quadrava, perchè non c`era niente lassu. Siamo corsi a vedere e…subito scoppiati a ridere! C`era un pupazzo di neve a cui le due ridgeback proprio non volevano avvicinarsi, abbaiando e sbuffando, finche non siamo venuti con loro a toccarlo.
Semplice, ma allo stesso tempo molto impegnativo
Una delle doti di un ridgeback è la sua semplicità. È un cane che, se ben educato e curato, non da grossi problemi –non è ecessivamente schizzinoso, prende le cose come vengono e se qualcosa non gli quadra, cerca con calma la soluzione migliore al problema. Il ridgeback è un cane che pensa molto. Questo puo causare però gravi problemi, se non riesce a vederci come un leader, come un suo punto di riferimento. Se non gli offriamo una valida idea di come comportarsi in una data situazione, come già detto, se la cercherà da solo. Combinando questo con un`altra delle sue doti ben in vista – la velocità, puo` causare non pochi problemi. Se siete dei responsabili proprietari di un ridgeback, sicuramente avete sviluppato una vista al pari di un falco e un udito estremamente acuto. Addio passeggiate con la testa fra le nuvole! Il rhodesian ridgeback è tanto veloce sulle zampe quanto lo puo` essere anche nel pensamento, se gli serve, e perciò precederlo di un passo o meglio due, è d`obbligo. Una buona e determinata educazione, ma sopratutto il richiamo è una necessità, perché da adulto, con i suoi 35, 45 chili non potremo mai trattenerlo con la sola forza, se si deciderà di inseguire chissacosa. Un`altra cosa, che di solito al giorno d`oggi, con i tempi di vita veloci, ci manca spesso, è la pazienza. Dovremmo sempre tenere a mente, che il rhodesian ridgeback è un cane, che matura molto tardi e che anche se con un pastore tedesco già ad un anno di età potremmo intravedere un comportamento e obbedienza da cane adulto, con un ridgeback questo non succederà fino a due o tre anni di età.
Guardiano o cacciatore?
Ogni tanto mi domando, quale delle caratteristiche del ridgeback sia prevalente. È vero, che
Ma la cosa forse più sorprendente era vederla in una improvvisata »caccia al leone«. Lo scenario non era la savana, ma una spiaggia ed il »leone« era rappresentato da un nostro conoscente, sconosciuto pero ai cani – Thandiwe ed il suo fratello di cucciolata, che all`epoca avevano 8 mesi. Lo hanno circondato, e scambiandosi a vicenda, si avvicinavano e gli abbaiavano adosso. Dopo una sorpresa e diveritmento iniziale abbiamo presto fermato l`accadere. Pero ci ha impressionato molto, vedendo che i nostri ridgeback »di casa« portavano ancora istinti primordiali nel cuore.
Un cuore grande per un pantofolaio d`eccellenza
Da sempre al ridgeback si richedeva un comportamento esemplare in famiglia, perchè di solito viveva in casa. Questo dobbiamo prendere fortemente in considerazione, quando ci orientiamo verso questa razza – dobbiamo assolutamente accoglierlo in famiglia e non abbandonarlo a se stesso. Se ne starà affusolato su un tappeto tutto il giorno, senza dare problemi per scatenarsi solo quando ci dedicheremo a lui portandolo fuori a correre. Il ridgeback vuole controllare la situazione in famiglia, preferibilmente dall`alto. Non a caso, credo, si trovano innumerevoli foto in internet di ridgeback sui tavoli da giardino, sul comodino, sulle panchine, sulle roccie alte, sul divano vicino al padrone o persino nel grembo del padrone, cercando di farsi il più piccolo possibile, solo per starsene li.
Ma che risate!
Il ridgeback ha un grande senso di humor. Thandiwe lo dimostra quasi quotidianamente, sopratutto con alcune persone, che le stanno particolarmente a cuore, prendendole in giro. Per esempio: aspetta di trovarli impreparati, poi gli lancia uno sguardo accattivante e si lancia su di loro, sempre da angoli diversi. Di solito lascia due impronte di zampe sulla schiena del povero malcapitato e sfreccia via con la lingua a penzoloni.
Permaloso? Solo quando ne ha motivo!
Di cosa ci è successo al campo cinofilo vi ho già parlato. Un altro episodio è accaduto in riva al mare. Giocavamo insieme in acqua poco profonda, Thandiwe non nuota, e io volevo, forse un po troppo, che cominciasse. Così, aspettanto un momento molto spensierato, l`ho presa per il collare e tirata verso un acqua un po più profonda. In un secondo ha cambiato faccia da serena a seria e delusa, è uscita dall`acqua, si è seduta sull`asiugamano e mi ha girato la schiena. Ho riconosciuto di aver oltrepassato il suo limite e senza parole abbiamo stretto un patto, che non la tirerò mai più in acqua e mi ha perdonato subito.
La relazione con un rhodesian ridgeback deve basarsi sul rispetto reciproco
Non potrei essere che d`accordo con il grande Stig Carlson che nel libro Rhodesian Ridgeback Today ha scritto:« C`è solo un modo per controllare un ridgeback – guadagnando il suo rispetto. Il rispetto è ciò che lui vuole e pretende da voi. E se avvolte vi sembrerà, che la sua indipendenza, la sua arroganza sono andate troppo oltre, ricordatevi che il rhodesian ridgeback è un cane orgoglioso. Ed è giusto, perchè ne ha motivo.«
Napisano: 23. Julij 2008 | Kategorija: Novice
